Nostalgia del metallo

Sono sul treno ad alta velocità, torno da Torino a Roma.  Col nuovo treno il viaggio sembra leggero. Molti passeggeri utilizzano smart phone e mini pc.
Le informazioni si muovono velocissime, come tutti noi su questo super mezzo.
La sensazione è che la materia perda peso, che lo spirito e il pensiero stiano diventando dominanti, che il ceto medio riflessivo sia sempre più riflessivo e sempre meno corpo sociale.
Ma, sarà che sono cresciuto a Torino motor city, sarà l’attenzione permanente e coinvolta per le linee femminili, a me tutto questo fa venire una gran nostalgia del sudore e delle materie grezze come il metallo.
Sarà per questo che sono ora innamorato dei duri ma raffinatissimi metallari (riduttivo!) System of a Down:

E mi viene in mente anche una canzone futurista di Francesco de Gregori, che canta il capitano del Titanic:

Blog, social networking e Television

Nuovo Blog nel mio Blog Roll!
Filosofare Stanca
di Edo, ricco, sagace, commovente, tagliente.

Edo qualche anno fa mi aveva passato Marquee Moon album dei Television, album del 77, si direbbe punk, ma in reltà già parecchio post, forse new wave, ma mi sa molto più no wave. Insomma un gruppo difficile da catalogare, unico e seminale: sentiamoceli!

Non è una città per vecchi – Un torinese a Roma

Videonavigatori ! pierpulitzer da ora in poi trasmetterà da Roma, e se volete seguirmi, ecco le emozioni travolgenti di un nuovo cittadino dell’Urbe.
E’ come trovarsi sempre nel mezzo di un evento che coinvolge una moltitudine.  Ci sono automobili ovunque, in costante movimento, alla continua ricerca di un passaggio, una scorciatoia, un tratto di asfalto libero. Di contro, in un mood opposto, col naso all’insù e lo sguardo stupito, ci sono i turisti, tanti, un po’ sperduti con le cartine in mano (come me, per ora). A questo si aggiungono studenti che chiacchierano animatamente, scioperanti che protestano con veemenza, e,  finalmente, pasciuti romani veraci che prendono la vita come va presa, beatamente, con il  sorriso un po’ canzonatorio e superbo di chi sa che questa città è sì un gran casino, ma sembra sempre  bellissima.

Per la giungla metropolitana ecco un jungle sound, il quadrato e roc(k)cioso Bo Diddley ripreseo dai voluttuosi Doors:

Go South!

Hola!
Scendendo giù per l’Italia d’autunno, da Torino a Roma, il grigio si stempera nell’azzurro e l’atmosfera si addolcisce. Nasce il bisogno di nuove sonorità, più calde e avvolgenti. Tempo di musica alla RaiTunes, soffice e pulsante.  Black music per costumi più laschi.
Fiuto l’ambiente nella metropoli del potere centrale, il megaplesso capitolino. Mi accoglie nelle profondità delle gallerie di trasporto sotterraneo insieme a masse accalcate e nervose, che agognano di tornare a casa. Ed è una sensazione di timore e ammirazione di fronte al caos, che sale e sale fino alla volta azzurra del cielo.

But now It’s too late, there’s no escape, from what they have done
Come On!
I’m Going Deeper Underground
There’s too much panic in this Town



Viaggio pop fuori e dentro di noi

A volte non puoi far altro che partire, piantare in asso il luogo abituale dei tuoi giorni e metterti in viaggio alla ricerca di orizzonti sconosciuti. E se lo fai ascoltando voyage voyage della cantante francese Desireless (1986) può essere pure più divertente!
Un viaggio un viaggio, più lontano della notte e del giorno, un viaggio nello spazio inatteso dell’amore. Un viaggio senza tornare mai (gli stessi…). Al di sopra delle capitale e delle idee fatali, guardando videoclip assurdi…

Certo che queste hit francesi hanno un sapore proprio speciale….

Voglio ballare il rock

M’ha preso il demone della danza! Mentre ascolto alla radio i pezzi rock mi chiedo: come sarebbe spararli in pista, in una calda notte d’estate, tra il mare, la spiaggia, la luna e la passeggiata? Quanta voglia di sudare! Ecco un paio di proposte.

Un pezzo d’annata degli incredibili Rolling Stones, per saltellare in attesa del diciannovesimo esaurimento nervoso, attento, eccolo che arriva, in fondo sei solo un ragazzo cresciuto male:

1971, gli Who lanciano nell’aria una canzone sulla storia di un adolescente, che lotta per vivere nel mezzo della teenage wasteland, la linea d’ombra a volta desolata che traccia l’orizzonte della prima gioventù: Baba o’Reily! Ed è proprio rock!

PS: Venerdì 16 aprile, concerto di Vasco a Torino, è stato strepitoso!

Un altro sabato sera – soul

Un po’ di malinconia, un po’ di voglia di ballare, dolcemente, ascoltando una voce calda che canta ad un ritmo suadente, che scivola nel profondo dell’animo…Sam Cooke!
Sentiamo che ci racconta:” E’ sabato sera e non ho nessuno, ho preso la paga e ho un po’ di soldi, come vorrei qualcuno con cui parlare, mi sento proprio uno straccio!”

Certo una storia un po’ grama per il nostro eroe tutto solo, ma il pezzo è così coinvolgente….State già ondeggiando e gorgheggiando???

Balliamo, è da tanto tempo che non lo facciamo

Splende il sole qui fuori! Forse, ma lo dico con molta scaramanzia, i nostri corpi stanno per risvegliarsi dal troppo lungo inverno. Sembra quasi giunto il momento di organizzare di nuovo feste danzanti. Vuoi ballare? Vuoi da bere? Do ya wanna dance? Do you wanna dance under the moonlight, under the stars…Let’s dance!

Per scioglierci un po’ i fianchi, comincerei con un pezzo della dea del pop, entusiasmo dance in salsa shake anni 60 per una bella e straniera (You’re some kind of beautiful stranger/You could be good for me/I’ve a taste for danger):

Ecco quello che ci vuole poi nel mezzo della festa quando è veramente venuto il tempo di scatenarsi nei passi più acrobatici, con le smorfie alla John Travolta (anche se you don’t feel like dancing!):

Ore puoi salire anche più in alto baby, saltare al ritmo di questo rock sporco di funk, con i Red Hot:

Raggiungiamo la vetta delle montagne russe prima di cominciare a scendere, con il pezzo di fuoco dei cattivissimi Prodigy:

E’ venuto il momento di abbassare i toni e ballare al ritmo veramente cool del più raffinato rocker di tutti i tempi:

La festa si fa psichedelica e visionaria, ma non smettiamo di agitarci scomposti sotto le stroboscopiche:

Beh, la maggior parte degli amici se n’è andata, la festa è finita, possiamo ballare con un po’ di malinconia un lento vecchio stile, questa sera sono in vena di follie:

Cari tutti,

come ho detto a Marco ed anche ad Adele, sono d’accordo che il comunicato di Adele non tiene conto esattamente di quello che è stato detto allo studio Orlandi, ma per me non è questo il punto. Non sono d’accordo nel modo in cui si voleva prendere posizione, quindi escludendo dalla discussione sul comunicato Ilaria, Adele e il dott. Orlandi, presenti all’incontro. Nè sui toni di Marco, che parlano di abuso nei confronti dei collaboratori, quindi anche miei. Mi sono quindi distaccata da questo modo e da questi toni, che non ritengo corretti, e dal mio punto di vista mettono in discussione il futuro lavorativo.

Il mio lavoro per Adele-C è stato strettamente legato ai contenuti artistici del lavoro di Marco, pertanto mi sembra evidente l’impossibilità per me di proseguire, viste le continue incomprensioni, e la accuse che mi vengono fatte, di volermi fare gli affari miei nell’azienda (email privata di Marco a me).

Alla ricerca della canzone pop perfetta – ancora!!

Altra candidata! Da una band d’oltreoceano (Death Cab For Cutie) una canzone cristallina e rotonda, dal ritmo sognante quasi ipnotico con la voce che canta carezzevole e la chitarra che lampeggia come luci di natale nella notte “il tuo cuore è una stanza vuota”:

Life’s a gas: Double Feature

Come va oggi? Ti sei appena svegliato e ti sembra che il mondo ti sia franato addosso? Non c’è nulla da preoccuparsi, mettiti comodo, dimentica le tue rogne, don’t be sad,  perché Life’s a gas!
Una ninna nanna-filastrocca punk tra il nichilismo e la gioia sconsiderata:

Ma come promesso nel titolo del post, l’offerta è doppia, qui sono gli eleganti e un po’ ruffiani Strokes, anche loro from New York, che mettono le mani sulla canzone:

long live pop n roll, state allegri blogger!